L’associazione

Dal 1973, il racconto di un’esperienza straordinaria

CVS Omegna

Nati in origine come risposta ad una sentita esigenza di servizio per il trasporto di ammalati e feriti da e per l’ospedale, da subito i Volontari di Omegna si qualificarono per la loro presenza in qualsiasi situazione di pericolo per la popolazione o di necessità ambientale. Il mutamento tra l’iniziativa svolta in modo totalmente spontaneo e l’intervento organizzato avvenne nel 1973: anno di fondazione dell’associazione Volontari del Soccorso. Attualmente i Volontari del Soccorso di Omegna sono circa un centinaio e per l’espletamento dei vari servizi richiesti dalla popolazione hanno a disposizione i seguenti mezzi:
– 6 Ambulanze;
– 3 automediche per il trasporto dei disabili;
– 2 auto.

1973 - Fondazione

Si comprese allora l’importanza del servizio che i volontari potevano svolgere nell’interesse di tutta la comunità locale, non solo cittadina. In questi anni l’attività si è venuta via via sviluppando per quantità e per specificità d’interventi.

1997 - Nuova sede

Nel 1997 l’attività dei Volontari del Soccorso trova sistemazione nella nuova sede, dono della famiglia Alessi. Il gesto benefico ha consentito l’estendersi complessivo del servizio e lo svolgersi del medesimo confortati da locali e attrezzature idonee allo scopo.

Ad oggi

Oggi l’attività dei Volontari si svolge secondo protocolli, vale a dire regolamenti e procedure predeterminate, tuttavia la caratteristica fondamentale del servizio rimane immutata: la disponibilità verso gli altri.

I ricordi del “Capo” Eugenio Alberganti (Genio)

“Incominciò il Merica, Enrico Alberganti, allora garagista della Fiat, a gestire privatamente, durante la guerra, il servizio di autoambulanza con un furgone Fiat millecento, donato dalla ditta Lagostina, con i vetri smerigliati per non vedere i trasportati, adeguato al bisogno ma senza riscaldamento”, ricorda il Genio, che aveva fatto montare una rudimentale visiera termica per riscaldare il parabrezza “perché nella stagione fredda su quel mezzo tutto si appannava e non si vedeva più nulla”.

Da più di 50 anni a servizio degli altri

Nel primo dopoguerra, il Comune di Omegna si assunse il compito, tramite l’ente comunale di assistenza, di acquistare una vera ambulanza. Era una macchina con motore Fiat millequattrocento, carrozzata Bertona & Creola, aveva il riscaldamento, portava due barelle, la bombola dell’ossigeno e l’ambu, ossia il pallone per la ventilazione polmonare di uso manuale. L’abitazione privata di Federico Alberganti, padre del Genio, funzionava come base del servizio, non disponendo ancora di una sede. Eppure il raggio d’azione e di intervento era molto ampio: riguardava il territorio del Cusio, le Quarne, la valle Strona, parte del Vergante. In questi anni si contavano già millecinquecento interventi all’anno…e le esigenze della popolazione erano in costante aumento. Si rendeva sempre più necessario un potenziamento del servizio, incominciando dal personale con nuovi volontari, altre persone a dare tempo e lavoro per gli altri, e nuove macchine.


Nel 1973 si costituisce il Gruppo Volontari del Soccorso con sede autonoma in via De Angeli: due stanzette con il garage sottostante. Entrarono a far parte del gruppo forze nuove: uomini e donne, e anche il parco macchine corrispose alle esigenze. Si comprarono nuove autoambulanze: un 1400 a benzina e un altro diesel, un 850 ed un Wolkswagen.

 

In quegli anni i Volontari collaboravano con le squadre dell’antincendio boschivo (A.I.B.) e fornivano assistenza ai natanti sul lago con il motoscafo regalato dal dottor Giorgio Lapidari, farmacista. Fin dal suo costituirsi, il Gruppo interviene anche sulle piste da sci del Mottarone.

 

Le grandi calamità che hanno colpito il nostro Paese trovano sempre in prima linea i Volontari del Soccorso: l’alluvione in toscana, i terremoti nel Friuli e in Irpinia, ancora alluvioni nell’Astigiano, in Ossola e più recentemente a Omegna. Il 1997 è l’anno della svolta per l’associazione: il sogno covato per tanti anni diventa realtà. La famiglia Alessi, da sempre sensibile alle istanze umanitarie e civili del territorio, dona la nuova sede: locali spaziosi e funzionali per le accresciute esigenze del servizio.

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